Fronteggiare il caro materiali

Fronteggiare il caro materiali

Una misura di compensazione per le imprese messe in difficoltà dal rincaro dei materiali

Con la conversione in legge del Decreto Sostegni bis è stata definitivamente approvata la norma per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi di alcuni dei principali materiali da costruzione, raccogliendo in tal modo le sollecitazioni di Ance. Questo ci ha consentito di tirare finalmente un primo sospiro di sollievo, dopo mesi di allarme e pressing incessante su tutti i decisori pubblici. Governo e Parlamento hanno ascoltato, infatti, i nostri appelli e introdotto una misura di compensazione per le imprese messe in difficoltà dalla fiammata insostenibile dei costi dei materiali. Incrementi spropositati che hanno riguardato in primis il ferro-acciaio tondo per cemento armato, schizzato addirittura del 230% da novembre 2020 a giugno 2021, ma anche polietileni, rame, legno e bitume.
La norma prevede che il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili rilevi le variazioni percentuali dei prezzi superiori all’8%, in aumento o in diminuzione, evitando così una nuova improvvisa impennata che possa mettere in difficoltà la prosecuzione dei lavori. Un rischio grave e concreto che, come Ance, siamo stati i primi a segnalare e denunciare chiedendo da subito e con forza di correre ai ripari, con interventi tempestivi per riconoscere gli aumenti e un fondo a sostegno delle imprese che non possono e devono sobbarcarsi integralmente dei rincari. Anche su quest’ultimo punto abbiamo avuto ascolto.

La misura istituisce, infatti, anche un fondo ad hoc per l’adeguamento dei prezzi, con una dotazione di 100 milioni di euro. Si tratta di meccanismi di ristoro di vitale importanza, che mettono l’Italia alla pari con gli altri competitor europei, che già prevedono nel loro ordinamento misure di compensazione. Tuttavia, la battaglia non può dirsi conclusa. Dobbiamo continuare a tenere alta l’attenzione e a monitorare l’andamento della misura, finché non sarà operativa e capace di erogare alle imprese i dovuti ristori, e insistere affinché le misure di compensazione siano estese anche a tutti gli altri cantieri privati, compresi quelli della ricostruzione nelle zone terremotate, che rappresentano un volano per la ripresa e per la riqualificazione delle città.

Il Parlamento con l’approvazione di specifici ordini del giorno si è espresso già in tal senso. Segnali incoraggianti, ma che devono trasformarsi in uno strumento concreto. Il Paese non può rischiare uno stop sulla tabella di marcia del PNRR e per farlo serve un lavoro di squadra tra imprese e istituzioni per non fallire l’obiettivo della ripartenza.

di Gabriele Buia presidente Ance
Fonte: Build UP! n. 33 - Settembre 2021, magazine di BigMat Italia: Gruppo leader in Italia e in Europa di Punti Vendita per la distribuzione di materiali per costruire, ristrutturare e rinnovare.

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